Curiosità: come valutiamo il meteo?

Per prima cosa: lo valutate?

Certo! Ogni volta che viene proposta un’attività all’aperto (uscita di giornata, di pernottamento, campi, etc…), ogni Capo delle nostre unità valuta attentamente le condizioni meteo attuali e le previsioni future, cercando di capire quanto l’attività che vorrà svolgere potrà essere influenzata da esso, sia in termini di logistica, che in termini di scopo dell’attività programmata.

Ma mica sempre ci imbroccate però!

Se ci prendessimo tutte le volte, saremmo maghi! Si chiamano infatti “previsioni”, perchè non sono certezze, ma piuttosto delle valutazioni che vengono fatte da persone molto più competenti di noi, basandosi su modelli matematici assai complessi, che vengono influenzati da errori. Questi errori aumentano all’aumentare dei giorni nel futuro che vengono valutati, comportando di fatto una diminuzione della confidenza nella previsione fatta (ecco perchè le previsioni meteo per dopodomani sono più certe di quelle per il prossimo weekend).

Quindi, una rapida occhiata all’app sul cellulare e si decide? O no?

Magari! In realtà valutiamo diverse fonti, cercando di incrociare le varie previsioni e sfruttando anche le competenze interne al nostro Gruppo (abbiamo la fortuna di avere qualcuno che ha studiato discretamente questa scienza). Inoltre, la valutazione meteo è solo uno dei parametri che viene preso in esame per decidere se confermare o annullare un’attività in programma e che viene pesato assieme a molti altri (es: numero di persone coinvolte, scopo dell’attività programmata, preparazione delle persone coinvolte, tempo di esposizione agli agenti atmosferici, rischi connessi all’attività, etc…).

Mi faresti un esempio pratico?

Volentieri! L’esempio perfetto è la valutazione fatta per l’uscita di domani: le motivazioni le abbiamo già riportate nell’avviso precedente mentre qui vorremmo farvi capire su cosa, queste motivazioni, si basavano. Un grazie a Stefano che ci aiuta in queste valutazioni e Cristian che ha preparato il testo che segue.

Partendo dalla carta delle pressioni (che trovate di seguito, fonte: metoffice.gov.uk), si vede chiaramente come domenica saremo interessati dal passaggio di un fronte freddo (indicato dalle frecce di colore blu). Essendo la densità dell’aria funzione della temperatura, quella fredda pesa di più e di conseguenza sta più aderente al terreno; per questo, il fronte freddo si comporta come un vero e proprio cuneo, che solleva l’aria calda (e più umida).

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Sollevandosi, questa aria condensa (una volta che supera l’LCL, lifted condensation level) e nel caso dei fronti freddi crea dei corpi nuvolosi con estensioni limitate (200/400 km), che danno luogo a precipitazioni intense, ma brevi e localizzate e spesso con presenza di vento; questo è quello che avremmo probabilmente dovuto affrontare domani. Per quanto affrontare condizioni meteo avverse dia molta più soddisfazione, visto il numero di persone coinvolte (anche con bambine/i che non sono necessariamente equipaggiate/i di tutto punto) e lo scopo dell’uscita, il gioco non valeva la candela.

Ma torniamo a noi: dopo il fronte freddo tipicamente si hanno giornate molto serene, con aria pulita e più fresca. Al contrario, il fronte caldo da luogo a precipitazioni deboli e insistenti. L’immagine che segue mostra bene questa differenza, spiegando bene anche i diversi tipi di nuvole e, di conseguenza, i diversi tipi di precipitazioni che si creano nei due casi.

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Bellissimo! Ma è vero che il fronte freddo ha una forma “a naso”?

Verissimo! Se viene fatta una sezione verticale del fronte, essa assume una forma “a naso” (si dice proprio che arriva prima il naso del fronte), per questioni di attrito al suolo, che ritarda l’arrivo delle masse d’aria sottostanti (vegetazione, ostacoli orografici etc). Da notare che questo “naso” puo avere dimensioni di 100/200km.

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Quello che però viene indicato, con una riga blu, sul grafico delle pressioni, è il fronte al suolo (ovvero in quota arriva prima). Il concetto viene mostrato bene nella seguente immagine: l’osservatore nel punto A subirà le precipitazioni prima di sentire l’arrivo dell’aria fredda!

Maaaa… prima quanto? A che velocità viaggia un fronte?

All’incirca, possiamo dire su per giù a 10 metri al secondo (che equivalgono a 36 chilometri all’ora). I fronti viaggiano normalmente accoppiati,  fronte freddo e fronte caldo, con perno su un centro di bassa pressione. Il fronte freddo è normalmente più veloce di quello caldo e questo si può osservare guardando nuovamente la prima immagine, che mostra come il fronte freddo stia raggiungendo il fronte caldo (quando lo raggiunge si ha il fronte occluso, mostrati nella carta delle pressioni con un colore rosa).

Sperando di aver fatto cosa gradita nel raccontarvi queste curiosità, vi auguro una buona serata!

Lorenzo

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